Paesot/paesino

[Sotto: Fortunato Depero - Paesaggio Alpestre a Serrada di Folgaria]

Paesot

Al paesot aven vist passar la volp, i aironi, el nibbio, i ricci, el tass.

De sera en istà el paesot el sa de fen taià.

Se pasa en trator pien de grasa el ne spande sempre en pò en giro...anca davanti a me cà.

Al paesot i se saluda tutti.

Dal paesot en te’n moment s’è en montagna e en te n’atimo al lac.

I mateloti i zuga ancor a balon per strada o nei pradi entorno.

Al paesot i spiazaroi i g’ha i ginoci mondadi, come quei de ‘na volta.

Zerte sere se spande el profum de roba da magnar.

Al paesot le rondole le vola arent ai muri e ale me finestre; le fa el nif nele tezze.

D’inverno se sente en bon odor de fum de legna.

Nei orti del paesot se somena: pomidori, zigole, fasoi, cocomeri, zuchi, rave zalde, patate.

Nei campi inanzi el paesot ven su pomi, peri, brugne, armelini, ua, zirese, ampomole, giasene&granteni, more, ua spinèla.

‘Na veciota ogni tant la tol su denti de cagn e ortighe sui senteri, per far zò ‘na salata o ‘na minestra.

Nel paesot i lasa i cagni moladi, ma no i dà fastidio.

Al bar del paesot i vecioti i g’ha sempre el nas ros.

Le veciote le va a messa alle sete de matina, che geh sia ‘l vent, la nef, col calt o col fret, le va anca se 'l tompesta...per mi l’è mate.

Man a man che pasa el temp, al paesot i rimete aposto sempre pù case vecie.

Ogni tant gh’è l’assemblea frazionale e ogni volta ne ven for de bele.

Quando more en veciòt al zimiteri no manca nesun.

En te’n prà prima del paesot se ferma a dormir el pastor e le so pegore.

Ale veciote del paesot no ghe scampa mai nient.

Al paesot ven en ferie i todeschi.

Al paesot gh’aven perfin la botega.







[Sotto: Fortunato Depero - Case Alpestri in Blu a Serrada di Folgaria]


Paesino

Al paesino abbiam visto passare la volpe, gli aironi, il nibbio, i ricci, il tasso.

Alla sera d’estate il paesino profuma di fieno tagliato.

Se passa un trattore carico di grassa [concime bovino, ndB] ne spande un po’ in giro...anche davanti a casa mia.

Al paesino si salutan tutti.

Dal paesino in un momento sei in montagna e in un attimo sei al lago.

I ragazzini giocano ancora per strada o nei prati nei dintorni.

Al paesino i monelli hanno le ginocchia sbucciate, come quelli di una volta.

Certe sere si spande il profumo della cena.

Al paesino le rondini volano rasente ai muri e alle mie finestre; nidificano nei sottotetti.

D’inverno si sente un buon odore di fumo di legna.

Negli orti del paesino si seminano: pomodori, cipolle, fagioli, cetrioli, zucchine, carote, patate.

Nei campi all’ingresso del paesino crescono mele, pere, prugne, albicocche, uva, ciliegie, lamponi, mirtillo blu&rosso, more, ribes.

Una vecchietta ogni tanto raccoglie tarassaco e ortiche sui sentieri, per un’insalata o una minestra.

Nel paesino lascian i cani liberi, ma non danno fastidio.

Al bar del paesino i vecchietti hanno sempre il naso rosso [=bevono, ndB]

Le vecchiette vanno a messa alle sette di mattina, che ci sia il vento, la neve, col caldo o col freddo, vanno anche se grandina...secondo me sono matte.

Col passare del tempo, al paesino ristrutturano sempre più case vecchie.

Ogni tanto c’è l’assemblea frazionale e ogni volta ne escon delle belle.

Quando muore un vecchietto al cimitero non manca nessuno.

In un prato all’inizio del paesino pernottano il pastore e le sue pecore.

Alle vecchiette del paesino non sfugge mai niente.

Al paesino vengono in ferie i tedeschi.

Al paesino abbiamo addirittura il negozio di alimentari.


Nuvole

[oggi ce n'erano parecchie in giro]


Avete presente da bambini? Guardavate in tivù i cartoni animati e tante volte se non sempre le nuvole avevano forme divertenti.




Da piccolo mi fermavo spesso col naso all'insù, però nuvole a forma di elefante o di delfino o anche solo chessò di boomerang non ne ho mai veramente viste. Ma forse sono io che ho sempre avuto poca fantasia, chissà.


Bè ogni tanto un'occhiata in cielo la dò ancora - i risultati son sempre quelli - le nuvole che vedo io son parecchio regolari.

Mai come in tv ma, restando nella vita vera, mai come questi.



Prayer flags [bandierine votive]

Immagine a sinistra: "For luck, the team strung prayer flags, a custom from Himalayan climbs, Canada, 1999" tratto dai wallpaper di National Geographic.
Immagine a destra: qualche volenteroso anonimo ha steso un filo di bandierine tibetane [di cui mi sfugge il nome...] sulla panoramica cima di Costalta.



Lontra&orso


Torniamo sull'argomento "lontra", già affrontato poco tempo prima; torniamo anche sull'argomento "orso", che su questo blog è di casa.




[Tra l'altro qui li trovate in pose simili]




Torniamo a parlare di questi due animali invisi all'uomo [infatti massicciamente combattuti, tanto da causarne/minacciarne la sparizione] perchè spulciando sul sito del Vanoi, pagina delle leggende, ne ho trovate un paio che testimoniano come la tradizione popolare abbia sempre fatto rivestire a queste due specie la parte del "nemico da combattere".



Ne "La lontra" il mustelide rosicchiando metodicamente la roccia [eh?] avrebbe fatto crollare una diga naturale, cancellando di fatto un incantevole lago.


Ne "Una memorabile caccia all'orso in Caoria" tre cacciatori provetti [testuali parole] combattono fieramente contro il potente avversario, riuscendo a sconfiggerlo nonostante le gravi ferite.
Bah, le leggende hanno sempre un fondo di verità: a me sembra la tipica sbanfata da cacciatore. L'orso c'era, l'han visto, gli avranno sparato, ecco.



Il Vanoi è incantevole e le leggende meritano una lettura: eccone altre.

Lagoraipedia: fisico da pasta de luganega

Si definisce un "fisico da pasta de luganega" colui [o colei] a cui la natura ed uno specifico allenamento permettono di sopravvivere - anzi, di uscirne ancora affamato - alle epocali grigliate organizzate le domeniche d'agosto.


Una salita di 2000 metri di dislivello sotto il sole o - peggio - una giornata trascorsa a far shopping non sono niente in confronto ai requisiti fisici richiesti per partecipare ad una braciolata.



Condizioni ambientali:

Sole a picco, temperatura 30 gradi, brezza assente.
Umidità a livelli da biotopo*.
Temperatura in zona fornelli: 70 gradi. Celsius.

Tempi

Sole, alcol e cibo cotto in condizioni opinabili dalle 11 del mattino alle 11 della sera senza soluzione di continuità

Valori nutritivi

Vitamine: 1% [derivate da potentissimi peperoni abbrustoliti, digeribilità: scarsa]
Sali minerali: 10% [esclusivamente quelli contenuti nella birra]
Carboidrati: 15% [nel caso a qualche scellerato restasse ancora la forza di passare al reparto torte, verso sera]
Proteine: 54%
Grassi: quello che resta per arrivare al 100. E anche di più.

Condizioni fisiche:
Alcol nel sangue [già di prima mattina]: abbondante, grazie, con tendenza ad ulteriore rialzo.
Respiro affannoso. Colorito rosso fuoco. Riflessi azzerati.
Colesterolo: ahahah



Postumi del giorno dopo

Irritabilità, intasamento, riflessi rallentati, cerchio alla testa, pelle ustionata, pessima digestione dei sopracitati peperoni, vestiti affumicati e sensazione di sete inarrestabile.


Solo i professionisti, quelli che si allenano duramente un paio di volte a settimana per tutta l'estate, riescono a svegliarsi il lunedì e ad andare a lavorare come se niente fosse :)







* in realtà si tende ad identificare i biotopi come zone umide ed infestate da zanzare, tipo le torbiere e gli stagni, ma tale semplificazione è riduttiva


Blue screen

Venerdì sera, finita la settimana lavorativa! Tutto pronto per un fine settimana nel sole...se non che Lentiggini dopocena con una magia ha fatto apparire il famigerato BSoD, terrore di tutti i possessori di pc.

[sfiga, non è stata colpa sua, semplicemente il tasto giusto al momento sbagliato]


Diagnosi?
Robe grosse stavolta.


Riavvia: niente;
ri-riavvia: sempre blu;
boot da floppy: miga;
dvd di ripristino: men che men...

...cominciavo a temere che il disco rigido fosse andato al becco* ed ero già pronto a piangermi addosso per non aver fatto il backup di settembre.



Ho passato un sabato di perfetto-sole-da-montagna a svitare, smontare, ricollegare, spegnere, accendere, salvare: ore a guardare uno schermo grande quanto un libro aperto [e, stavolta, con lo stesso numero di colori][due]


Dal mattino alla sera per ripristinare tutto: ciò mi fa riportare la mitica frase:

"Col computer risolvo problemi che prima non avevo"

[l'autore però non lo ricordo]





miga = niente
al becco = a rotoli [traduzione libera]



Terribile



Cuccioli di capriolo indifesi nell'erba alta: mutilati dallo sfalcio meccanico dei prati.



Più sotto, il link alle foto di un'autentica strage che lascia indifferenti le autorità: vi chiedo di contribuire a parlarne, per sensibilizzare l'opinione pubblica [soprattutto il mondo agricolo e venatorio].

Vi chiedo però di non seguire questo collegamento a meno che non siate sicuri di poterne sopportare la visione.



Davvero, piuttosto che morire così, meglio per mano di un cacciatore [e se lo dico io...]





Qui invece una buona notizia. [Anche se, guardando le foto, la storia mi puzza un po': il tipo ha in mano un cranio d'orso ucciso anni prima nell'Est Europa, ha una parete piena di trofei -compresi tetraonidi protetti e il suo cane l'ha chiamato...DUX...]




Iniziano le Olimpiadi







[Post senza parole]


Andrea Selva - Leggende universitarie

Andrea Selva altri non è che Ansel, il blogger. Ma nel 1995 - anno di uscita del libro [dovrei far due conti, io dov'ero?] - il nostro, studente universitario e futuro sociologo non credo avesse un bel blog: internet era indietro anni luce.

Forse c'eran le prime linee analogiche, o forse andava di moda il Videotel, non ricordo...



A me questo libretto agile, venduto al prezzo "amico" di 5000 lire di allora, è piaciuto. Raccoglie le più comuni leggende metropolitane circolanti nell'ateneo trentino, analizza con simpatia i rapporti tra "autoctoni" e "stranieri" (studenti erasmus ma anche ragazzi veneti, sudtirolesi), riporta con attenzione e ironia i trucchi e l'inventiva di chi, quell'esame ostico, lo vuole passare a tutti i costi.


Oh, ora ricordo cosa facevo in quegli anni: stavo per diventare una timida matricola :)

TRA NATURA E STORIA Con le ciaspole sugli Altopiani di Asiago... - Busana & Manzan

Un onesto libro di itinerari da fare con le ciaspole, principalmente sull'Altopiano di Asiago, e sui luoghi delle due guerre [Asiago - Lavarone - Fiorentini]

Potete ritrovare i toponimi cari a Mario Rigoni Stern.

Lagoraipedia: mal di montagna all'incontrario


Wikipedia: il mal di montagna (AMS o acute mountain sickness per gli anglosassoni) è una condizione patologica causata dal mancato adattamento dell'organismo alle grandi altitudini


Dicesi mal di montagna all'incontrario quella condizione di generico malessere che attanaglia il montanaro quando entra nella foschia padana perdendo di vista l'ultima montagnola all'orizzonte.

La situazione normalmente si risolve o mediante assuefazione/rassegnazione o facendo inversione a U. Pur mancando studi e dati clinici consolidati a riguardo, pare che molti trentini ne soffrano.



Portfolio di Giancarlo Rado

[la sequenza a sinistra è mia; un omaggio a Giancarlo e al lavoro svolto]



A Tonadico, dal 12 al 17 Agosto, nelle sale di Palazzo Scopoli si terrà una personale fotografica dell'amico Giancarlo Rado sulla vita dei pastori.
Un affascinante viaggio antropologico, sociale e culturale, alla riscoperta di un mondo attuale eppur antichissimo.







Tonadico (Fiera di Primiero, Trento)
12 –17 agosto 2008

Palazzo Scopoli

Orario tutti i giorni dalle 17.00 alle 19.00 e dalle 21 alle 23
Sabato e domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 23.00

Ingresso libero



Fulmini

[foto linkata da wikipedia]










A me l'hanno spiegata così:

quando vedi un fulmine, conta i secondi che passano fino a quando senti il tuono.

La velocità del suono: si moltiplicano i secondi intercorsi per la velocità (circa 300 m/secondo) e si conoscerà la distanza a cui il fulmine ha scaricato.





Sotto: Fortunato Depero - Fulmine Compositore [1926]


Orso si/orso no

Visto che il vecchio B. o Bersn o Bersntol (il giorno che si deciderà come farsi chiamare faremo un festone) attinge a piene mani dalla stampa locale

e visto che mi ha dato privilegi d'accesso e di pubblicazione (prima che ci ripensi e me li tolga)


aggiungo la mia sul discorso-orso :)





Questo sul giornale di domenica:



questo sul giornale di lunedì:



Per il primo, vabbè, è il capo del WWF quindi non poteva dir niente di diverso.
Per il secondo articolo, bello: la gente ha paura. A parte che i mezzi che hanno intervistato son cacciatori
Io son stato sul Gaggia solo una volta andando su a piedi per la strada romana e ogni quarto d'ora passava un quad a rompere i marroni


TW

Meteo: questione di culo?

Non per sputtanare meteo trentino ma - Misty confermerà - le previsioni per il fine settimana era piuttosto scoraggianti.

Così non mi son pianificato nulla di più impegnativo di dormire fino a tardi.


Col senno di poi: due giornate favolose.
Magari i temporali annunciati ci sono stati, forse a qualche km da qui hanno avuto dei casini [come la grandinata in Val di Cembra pochi giorni fa, qui fortunatamente solo un po' di vento e due gocce...].


Abitassimo a Milano, avremmo trascorso la giornata in città [la gita fuoriporta va pianificata per tempo], ma qui qualcosa da imbastire al volo lo si trova sempre.


Niente montagna spericolata: sono andato con Lentiggini a prendere il sole su un prato: la cosa più "wild" che mi è capitata è una formichina rossa che mi ha morso sul culo [ma la giornata non è stata niente male]

:)



News frivole

K2

Vandalismi

Continuando con la solita rubrica [vedi etichetta], stavolta prendiamo in esame un altro triste fenomeno - indice dell'inarrestabile stupidità umana.


Assimilabile a chi se ne va in giro a distruggere la segnaletica [macinando anche discreti dislivelli, invece che starsene tranquillo a casa propria, per giunta], abbiamo qui sotto le tracce di chi non ha niente di meglio da fare che andare a spasso a vandalizzare i bivacchi, generalmente mantenuti dalle locali sezioni satine o alpine o dalle proloco, in altre parole da volontari che oltre a metterci tempo e passione sacrificano anche le loro finanze per il bene e la sicurezza dell'escursionista.



[articolo tratto come di consueto da www.ladige.it]





Volete vederne un altro? Ecco da girovagando il baito Serodoli, peraltro incastonato in una zona incantevole



[dimenticavo, l'articolo sul Costanzi me l'ha segnalato Misty]




Niente Palio :(

Una notizia [tratta come di consueto da www.ladige.it] che ha contrariato parecchio me ed i miei amici.

Manifesta7

Stavolta tocca al Trentinsüdtirol...

La biennale itinerante colonizza BZ [ex Alumix, fabbrica di alluminio], Fortezza, TN [nell'orrido e fascistoso palazzo delle poste tuttora operante] e Rovereto [manifattura tabacchi, fabbrica dismessa]


Arte?


Il biglietto per le 4 sedi costa 15 euro [più la benzina per spostarsi da una all'altra, in alternativa c'è la convenzione con le ferrovie]; ingresso gratuito per disabili, studenti, > 65 e < 18 anni.

Sulla qualità non posso dire nulla, non avendo visitato nessuna delle locations...ma nemmeno ne sento l'esigenza.
Piuttosto vado ad Arte Sella, ecco.






Qui quanto scrive "L'espresso" online



PS. già che ci sono, andando fuoritema, ecco il link ad altri due articoli online: "Il sentiero dei music climbers" sui Suoni delle Dolomiti e "Forza foreste" sul trend globale di rimboschimento [mai abbastanza forte comunque]