Trentino. Dalla guerra alla pace

Agli albori di questo blog, avevo parlato di una pubblicazione curata dall'APT ben fatta e, pur col solito palese obbiettivo di vendere il proprio prodotto, equilibrata.



Mi riferisco alla brochure "Trekking delle Leggende 2008".

Mi ero anche ripromesso di tornare sulle varie pubblicazioni - tutte scaricabili in formato pdf - per citare quelle ben fatte e di qualche utilità per chi vive la montagna, e di parlare anche di quelle esageratamente "plastificate".

Oggi vorrei prendere in considerazione il [corposo] depliant "Trentino. Dalla guerra alla pace. 2008" [eh si, ancora un po' che aspetto...].


Che dire? Ben fatto, anche per la delicatezza di un argomento, di un ricordo, di un dramma che ha tanto caratterizzato la nostra terra.

Numerose sono le manifestazioni, le mostre ed i recuperi storici attuati in questi anni, così come traspare dal catalogo. Certo, sorge il dubbio che alcune siano ad uso più turistico che culturale o storico. Ma vabbè.

Nel lavoro trovate foto e fatti, un elenco delle principali fortificazioni e delle attività organizzate.



Molti meno del preventivato i punti dubbi:


La prefazione da parte dei politici, sarò anarchico io, ma mi sa sempre di aria fritta.


Non posso giudicare, non essendoci stato, quello che vedo anche nell'immagine a destra: a Forte Belvedere di Lavarone, ottimamente conservato ed ora Museo, si sono inventati una performance che definirei...forse troppo artistica?

Mah.









[A sinistra:
Trincee della Panarotta a Passo Portela]

Fà la cosa giusta!



"" Quanto costa un pieno di carburante? E quanto si spende per la bolletta energetica? Il dibattito sul caro-petrolio occupa le cronache dei giornali, mentre contemporaneamente cresce l'attenzione per il "costo" ambientale del nostro stile di vita. Si moltiplicano le iniziative per ridurre i consumi e abbattere l'inquinamento non solo per quanto riguarda i trasporti, ma in tutti gli ambiti della nostra vita quotidiana.

Anche quest'anno la fiera "Fa' la cosa giusta! Trento", in programma dal 31 ottobre al 2 novembre, si proporrà come punto di riferimento per coloro che hanno deciso di prestare maggiore attenzione alla sostenibilità dei loro acquisti ""


Mauro Corona, di nuovo alle Interviste barbariche



Piuttosto dimesso, o è una mia impressione?



















Trovato per caso






Vorrei segnalarvi uno spazio che raggruppa alcune delle più celebri foto di Flavio Faganello, e in qualche caso ne delinea le storie.




ArteSella: spaventapasseri



Col solito [scarso] tempismo, segnalo una mostra ma soprattutto l'esposizione permanente di ArteSella.


Io ci son stato domenica scorsa, un pienone da paura, splendidi colori autunnali, ma niente ingresso nel "recinto", quello con le opere a pagamento...mi sembravan troppi 4 euro [in realtà, sto pianificando di tornarci fuori stagione, e l'altro giorno mi ero già riempito gli occhi ed il cuore col percorso libero]





ps.:

percorso libero su cui, per la cronaca, ho trovato solo altre quattro persone: la massa arriva in auto fino in fondo alla valle, parcheggia, si incanala alla cassa, entra nel recinto, vede le opere più circoscritte, esce e si ferma due ore al bar.
Il tratto con le opere "gratis" che è a metà strada lo evitano: devo ancora capire se perchè è poco segnalato, se perchè bisogna camminare un po' di più in mezzo al bosco [e al ritorno devi camminare un po' per tornare all'auto], se hanno fretta...


pps.:

gli spaventapasseri del Faganello sono un discorso totalmente diverso, più etnografico: eccone alcuni.


Google 2001


Iniziativa del motore di ricerca: su questa pagina potete vedere i risultati alla vostre ricerche resi come nel 2001.



C'era molta meno internet, ai tempi.





Trauma solare


Ok, si dormirà anche un'ora di più ma per me spostare le lancette è sempre traumatico, in avanti o indietro, comunque sia.

Ora farà buio ancora più presto.


PS: questa non la sapevo :)

100.000.000 [di euro]




Lentiggini: E tu, se vincessi 100 milioni di euro, cosa te ne faresti?

Bersn: Bè, comprerei l'intero Lagorai [illuso, ndB] e mi autoproclamerei imperatore di tutta la zona

Lentiggini: ma no g'hat nient de meio da pensar?

Bersn: Ehm allora i laghi [di Caldonazzo e Levico] col colle di Tenna?

Lentiggini: . . .






[PS. con sto meteo pazzo il Lentiggin-orto [cioè, quello dei suoi] ha partorito 5 pomodori rossi rossi!]



Mario Rigoni Stern - Uomini, boschi e api

"Vorrei che tutti potessero ascoltare il canto delle coturnici al sorgere del sole, vedere i caprioli sui pascoli in primavera, i larici arrossati dall'autunno sui cigli delle rocce, il guizzare dei pesci tra le acque chiare dei torrenti e le api raccogliere il nettare dai ciliegi in fiore. In questi racconti scrivo di luoghi paesani, di ambienti naturali ancora vivibili, di quei meravigliosi insetti sociali che sono le api, ma anche di lavori antichi che lentamente e inesorabilmente stanno scomparendo. Almeno qui, nel mondo occidentale. Nella prima parte leggerete ricordi di tempi assai tristi, quando, da giovani ci trovammo coinvolti in quella che dalla storia viene definita Seconda guerra mondiale. Leggendo più avanti troverete anche storie di animali selvatici e di uomini che vivevano e qualcuno ancora vive in un ambiente sempre più difficile da conservare. I miei brevi racconti non parlano di primavere silenziose, di alberi rinsecchiti, di morte per cancro, ma di cose che ancora si possono godere purché si abbia desiderio di vita, volontà di camminare e pazienza di osservare". (Dall'Introduzione dell'autore)




Quattro cicli di racconti, le tematiche care a MRS, il messaggio di una sempre più necessaria riarmonizzazione "uomo-natura", un riequilibrio.

Storie di guerra, di povera gente, di animali che stanno scomparendo, delle care api.




Notoriamente sempre di corsa...

[NB: in questo post sono a rischio di contravvenire alla prima regola interna del blog: non fare pubblicità...]


In Trentino se devi fare un esempio di gente che sembra sempre avere il fuoco al culo [a torto o a ragione], calza abbastanza citare i furgoni della U***arm.


Non ne ho mai, mai e poi mai visto uno andare piano.


Fino ad ieri sera...c'era questo che mi seguiva tranquillamente, sembrava mi pedinasse: l'unica spiegazione che mi viene in mente è che gli sia finito del Valium nel serbatoio :)






Rumiz



Causa scarsità di tempo non riesco a d esser esauiente, ma andate a leggervi tutto su Misty Mts


Poster






Verso il Sud


Western del 1978, buffo.


John Belushi fa il messicano, Nicholson il criminale di mezza tacca, e l'idea che danno è che girando il film si siano anche divertiti.


Al voto al voto!



[si vota il 9 novembre]


Un po' in ritardo, anche perchè questo blog non ama parlare di politica, ecco il video stile intervista doppia di D&D



Zucchero!


Bustina di zucchero da bar, idea simpatica.






Quesito di inizio settimana

Come sarà che nella notte tra la domenica e lunedì dormo sonni agitati, mentre poi gradualmente si rasserenano fino al culmine della notte tra sabato e domenica?


Centra per caso il lavoro??
[domanda retorica eh]

La gestione dell'orso e degli altri grandi carnivori nelle Montagne Rocciose canadesi


Caso vuol che ieri passassi da quelle parti...

Erano anni che si vedeva il cantiere a passo Redebus; prima ancora, un misterioso telo verde e pochi paletti, manco fosse una serra.

Non è stata fatta molta pubblicità dell'operazione di recupero, così come durante i lavori non si capiva bene cosa sarebbe emerso dal cantiere.


Caso vuole che ieri sia passato proprio all'inaugurazione: tirando le somme...
  • cibo: pensavo di più,ma in effettison io che son goso
  • gente: dai [forse era ancora un po' presto]
  • struttura: bellissima,
  • scavi:....vi lascio andare a vederli



Vi dico solo che il contenitore mi sembra molto più interessante del contenuto.


I pannelli comunque secondo me vanno benone [eccone uno qui a destra, e scusate per il riflesso]









Se sono stato un po' criptico, ecco alcuni siti che ne parlano: qui, qui e qui



* goso = ingordo

Foto a sorpresa








[se dicessi di più, che sorpresa sarebbe?]



Quesiti di fine "fine settimana" - I


Finalmente un sabato e domenica di sole!


Ovviamente mi sono volati, ovviamente sono depresso perchè domani si ricomincia...un altro giro di giostra fino al prossimo week-end [solo che vien sempre più freddo e buio]



Vorrei invitarvi a riflettere su un paio di quesiti [voi giustamente mi direte che nun ve ne pò fregà de meno] [ops, avevo ancora settato il dialetto sbagliato]




Cominciamo.



1) E' mai possibile che quando mi metto al volante nel fine settimana incontro sistematicamente trattori lentissimi o camper giganteschi o vecchi col cappello, e sempre su stradine di montagna strette strette?




Quesiti di fine "fine settimana" - II



2) Ma questo cartello qua, che dalle nostre parti è parecchio diffuso, chi è che decide dove metterlo?


Tanto più che ognuno porta con sè un'indicazione chilometrica, nel senso: "qui inizia il rischio di investire un capriolo, e state attenti per i prossimi 1,7 km"


Intendo, mi sono chiesto che criteri ci siano per il posizionamento in un punto piuttosto che un altro lungo le strade, chi lo decide ed in base a cosa: esperienza? ritrovamento tracce di animali? incidenti avvenuti [speriamo di no]? intervista ai cacciatori? studio sui punti più "attraversabili" da parte degli animali selvatici?



Quesiti di fine "fine settimana" - III




Cazzarola.

Ho upgradato Google Earth e ... sorpresa ... ha cambiato lievemente interfaccia! Ok, niente di trascendentale ed infatti il problema non è questo.

3) Non trovo più quella specie di levetta che permetteva di "tridimensionalizzare" le cime delle montagne.....ostrega!

La rivoglio!



[molto stupidamente non avevo nemmeno preso nota del numero di versione precedente]



PS. Hanno aggiunto una funzione interessante, quella sull'insolazione solare, provare per credere



Strani incontri



Mmmm


immaginavo già la scena: Bersn si collega all'amato blog, si accorge che ho scritto una cosa un po' particolare (daltronde i diritti di pubblicare non me li hai ancora tolti, sennò non sarei qui) ecco insomma si accorge che ho dedicato un post ad un'avvenimento che mi è sembrato strano e magari viene a smenarmela che sul suo blog non c'è spazio per certi argomenti (che poi, mica stiam parlando del sito dell'Accademia della Crusca)

Come non detto, paranoie mie....prima l'ho sentito e mi ha detto che non se l'aspettava nemmeno lui, e che gli fa piacere se pubblico le foto.



Insomma, sabato pomeriggio in riva al lago c'era un fagiano che girava tranquillo tra le panchine, e non mi pare consueto, quindi oltre alle foto vi regalo anche un breve video.


Saluti a tutti/e!

TW

















Storie di cibo



by Mandacarù:


proiezioni gratuite di cortometraggi e degustazioni [sempre gratuite? Boh]: ecco qua!



Tenetevi liberi di giovedì



Daniele Luttazzi - 101 Cose da evitare a un funerale

...incommentabile!

Vi propongo sotto un paio di battute scelte tra quelle meno "scorrette".

Tenete presente che in rete ve le potete leggere tutte e 101, qui ad esempio.




33. far squillare il telefono cellulare nella camera ardente, rispondere, poi passarlo al cadavere dicendo: " è per te";

68. entrare nella bara e chiedere al defunto: " che piano?";



Dilemmi

Mi hanno portato una luganega di camoscio.

Magnarla, o obbiettare?


Dialetto trentino - T



tastàr = assaggiare
tonco = sugo
tes = sazio
tompesta = grandine
tabièl = tagliere
teza = soffitta
tacar = attaccare
telàra = tuta da lavoro o anche grembiule
tendro = tenero
tacatìz = attaccaticcio
terlaìne = ragnatele
teta = tetta ma soprattutto smidollato [es. quel lì l'è 'n teta]
toseti/tosatei = ragazzini [nel dialetto bassovalsuganotto][non mio, s'intende]
trapolar = lavoricchiare senza costrutto nè scadenze
trapolòt = persona piccola, aggeggio, cucciolo [l'importante è che sia di misure contenute]
tòr = prendere
tolt = preso [es. ho tolt en pom = ho preso una mela] [NB: potenziale false friend!]
toderlo = tedesco [di questa non sono sicuro]
trozo = sentiero
tòzola = boccale
tembel = sorbo degli uccellatori

Richard Bach - Il gabbiano Jonathan Livingston

Un romanzo breve, brevissimo [si legge in una serata] o, meglio, una fiaba.

Mitizzato da generazioni, in lui ognuna ha trovato il messaggio che cercava.


Andando controcorrente, direi che sembra un po' sopravvalutato.


Le foto di Russell Munson sono favolose.





Sign o' the times

Son due post - con questo - che son entrato in modalità "amarcord".


Mah! ...sarà l'autunno.


Quando ero piccolo, diciamo 1985, ero un accanito lettore delle due riviste che vedete ai lati.

Ne ero affascinato, tanto da rompere le balle ai miei per averle ogni mese entrambe.



Servizi naturalistici in posti poco "in" [Patagonia, Antartide, Borneo...], scoperte sensazionali, tanta natura e tante foto di animali più o meno selvaggi.

Costicchiavano, entrambe, mi pare.
Certo, ai tempi la cognizione del denaro era piuttosto debole, ora c'è l'euro, l'inflazione, la stagflazione, la Borsa in crisi, il barile di petrolio; ora tutti lavoriamo, abbiamo il mutuo, insomma siam dovuti diventare grandi.

Ergo di queste due riviste ho perso le tracce [ma ne custodisco ancora gelosissimamente uno scatolone pieno]



L'altro giorno ho dedicato una decina di minuti ad una ricerca sul web: Natura Oggi sembra sparita mentre Airone in nome delle vendite è diventato un periodico totalmente fuori target storico :(

Ne volete sapere di più? Io ho trovato questa pagina e questa


Che calorrrr



Non so voi, ma io 23° non me li aspettavo proprio [e nel fine settimana me li godrò tutti]




Abbigliamento tecnico?

Tornando al libro di Fantozzi, ecco un altro raccontino, se avete voglia di leggervelo. Lo riporto perchè...

...bè, lo vedrete in fondo il perchè :)



""
FANTOZZI E L'APERTURA DELLA CACCIA

Anche Fantozzi ha partecipato all'ultima apertura di caccia. Non era un appassionato, anzi non era mai stato a caccia in vita sua, ma il suo collega di stanza Fracchia aveva tanto insistito che lui aveva dovuto cedere.
L'appuntamento era stato fissato a un'ora crudele, le 3 del mattino, al casello dell'autostrada. Le due utilitarie arrivarono puntualissime. Da una uscì faticosamente Fracchia: berretto alla Sherlock Holmes, gigantesco giaccone di velluto a coste, calzoni alla zuava gonfi come palloni sonda, calze di lana, scarpe da tennis con sopra galoches, un piccolo cane pechinese al guinzaglio e a tracolla un vecchissimo fucile a tromba tipo brigante calabrese. Dall'altra Fantozzi: berretto bianco da marinaio, tragico impermeabile stretto in vita da cartucciera di mitragliatrice, residuato della 2a guerra mondiale, calzoni di tela, piedi nudi, un guanto di lana, una fionda a elastico rubata a qualche ragazzo e a guinzaglio sua moglie signora Pina che nella notte aveva truccato alla meno peggio da bracco. I due si salutarono e andarono con i “cani” al bar del casello dell'autostrada per bere un caffé “corretto”. Il bar era gremito di cacciatori armati fino ai denti: mitragliere, bombe a mano e armi per la guerra batteriologica. Tutti guardavano con grande curiosità i “cani” degli ultimi arrivati. Uno cercò di accarezzare la signora Pina, ma poco mancò che questa ringhiando non gli staccasse un dito.
Partirono con la macchina di Fracchia. In sei ore terribili arrivarono alla “macchia” scelta per la battuta. Erano circa 600 in 15 metri quadrati e si guardavano con grande diffidenza. Lo stesso atteggiamento avevano assunto i cani tra di loro.
Attendevano tutti da circa due ore quand'ecco che il “cane” di Fantozzi si irrigidì in atteggiamento da punta (gli altri cani si erano assopiti perché non abituati a quelle sveglie drammatiche). Tutti guardavano verso un cespuglio che ondeggiava leggermente. Tutti spianarono i fucili, la “cosa” uscì furtivamente dalla macchia e allora fecero fuoco tutti insieme: era un cacciatore ritardatario che Fantozzi ricordava impiegato in una società di navigazione. Lo finirono a coltellate.
Tutti avevano sparato finalmente i primi colpi dell'“apertura”, ma Fracchia, che stava ancora armeggiando al suo trombone, fece cenno finalmente a quelli con i coltelli di aprirsi e fece fuoco, appoggiando la guancia al calcio del fucile. Andò a terra con un urlo soffocato perché il rinculo tremendo gli aveva “sgranato” diciotto denti.
Gli altri cacciatori decisero di cambiare posizione e loro rimasero per vedere di riattivare il “trombone”. Armeggiavano già da qualche tempo, quando alle loro spalle ecco arrivare vestito da generale prussiano un grosso funzionario della loro ditta. I due e i “cani” si inchinarono a baciargli la mano destra che questi aveva teso imperiosamente e gli chiesero piangendo aiuto.
Cominciò ad armeggiare anche il generale prussiano. Apri la canna del fucile. guardò attentamente tutto con attenzione, poi disse: “Ma che cretini che siete, è scarico! Tenga” disse a Fantozzi, porgendogli il “trombone”. “Me lo regga.” Mise l'occhio in canna e aggiunse: “Ma non lo vedete che è completamente sca...”. Non finì la frase, la valle fu squarciata da una tremenda esplosione. Lo nascosero con delle frasche confidando nella fionda di Fantozzi.
Verso sera la battuta degenerò in battaglia autentica. I più facoltosi si avvalevano dell'apporto di carri armati pesanti e caccia bombardieri: ma era prevalentemente una guerra statica di trincea. Al calar della notte ci fu una tregua e cominciò il ritorno. Fracchia pregò Fantozzi, che era anche ferito a un braccio, di farsi legare per i piedi sul tetto dell'utilitaria come fagiano, per salvare a faccia. Lui accettò ed ebbe un po' freddo in autostrada.
All'arrivo in città non appena Fracchia aprì la porta dell'utilitaria scappò proditoriamente il “cane” di Fantozzi. Ma, siccome lui non aveva mai pagato la tassa per la moglie, questa fu subito presa da due feroci accalappiacani e con un furgone portata al canile municipale.
Quella notte Fantozzi ne sentì un po' la mancanza, ma dopo una settimana non ci pensò più. Quando gli scrissero che se la rivoleva doveva pagare la tassa, lui non rispose neppure.
""



La descrizione surreale dell'abbigliamento "da caccia" dei neofiti Fracchia e Fantozzi [da piccolo pensavo fossero la stessa persona] mi ha ricordato i primissimi tempi, ani anorum*, che andavo in montagna.


  • scarpacce da ginnastica il più possibile strazze*;
  • jeans rovinati, tagliati al ginocchio;
  • una polo o una T-shirt qualsiasi, di quelle usate anche per andare a scuola;
  • una felpa o al più una maglia di lana sempre scelta tra quella di uso comune [devo anche ammettere che i primi pile li ho visti solo 15 anni fa];
  • giacca a vento? il piumino usato in città, noto per la traspirabilità prossima allo zero;
  • calzini di spugna [rigorosamente bianchi][l'alternativa erano quelle rosse di lanazza che i nostri genitori abbinavano orgogliosamente ai calzoni alla zuava];
  • niente guanti nè berretto di lana, tanto i primi anni consideravo inconcepibile il salire in montagna in mesi strani tipo novembre o marzo/aprile;
  • bastoncini: non telescopici da riporre nello zaino bensì due orrendi reperti sciistici [di cui uno a cui avevo rotto la corolla di plastica];
  • binocolone della guerra di Prussia, appartenuto a chissà che nonno del nonno, tramandato da generazioni, peso stimato 4 kg;
  • muesli? macchè...al massimo quelle tavanate adolescenziali tipo B**nty [col cocco che ti restava tra i denti];
  • zainetto invicta [tra l'altro un classico dell'italiano all'estero]





* ani anorum = anni e anni fa
* strazze = rovinate

Barbapapà

No, non sono regredito all'infanzia.


Semplicemente volevo ricordare qui uno dei primi cartoni animati a veicolare un forte messaggio ecologista:



""La famiglia dei Barbapapà costruisce una casa dove tutti gli animali impauriti dalla caccia e colpiti dall'inquinamento possono trovare un riparo. A causa della presenza sempre più invasiva dell'economia industriale (con il relativo inquinamento), della speculazione edilizia e del traffico, la famiglia e gli animali sono costretti ad abbandonare la Terra con un'astronave, una sorta di versione aggiornata dell'Arca di Noè, abbandonando il pianeta al suo triste destino di grigiore ed inquinamento.

Quando gli uomini, rimasti soli, si ricredono sul loro comportamento, capendo che la natura va rispettata, i Barbapapà, che non hanno mai smesso di osservare amorevolmente il loro luogo d'origine, rientrano sulla Terra con tutti gli animali.""

[tratto da Wikipedia]











MilkandMint alla conquista del mondo!

Con queste due righe vorei salutare Giulia di Milkandmint, che seguo sempre, e farle l'in bocca al lupo per la sua nuova "impresa" fumettistica :)

Paolo Villaggio - Fantozzi

Un classico del suo genere.

Paolo Villaggio, inizialmente intrappolato - per anni - nel suo personaggio, dimostrerà poi di essere un attore "a tutto tondo" [eh, bè]

Collateralmente ai primi film della saga uscirono anche le relative trasposizioni letterarie...piuttosto libere, per la verità.



C'è chi lo odia, chi lo idolatra, ad ogni modo il rag. Ugo Fantozzi è il ritratto dell'impiegato italiano.


Quale sia la vostra opinione, non ditemi che, almeno una volta, non avete riso per una delle specialità della casa:

  • il pomodorino incandescente;
  • la nuvola dell'impiegato, che lo segue fedelmente anche in ferie;
  • il concorso di bellezze per la cessissima figlia Mariangela [per non parlare della cessosa signorina Silvani...];
  • i tragici ricevimenti dalla contessa Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare;
  • il tuffo nella piscina vuota [con relative bracciate in stile libero];
  • il mitico Filini!;
  • la disfida calcistica scapoli vs ammogliati;
  • il mutandone ascellare;
  • la frittatona di cipolle [con rutto libero]

[sicuramente ne dimentico qualcuna]





Alcuni racconti sono anche teneri:


""
FANTOZZI CHIEDE L'INDENNITÀ DI VOLO

Fantozzi una mattina in ufficio si accorse che sapeva volare.
Erano circa le 11 e faceva un gran caldo, aveva deciso di rimandare tutto il lavoro al pomeriggio e se ne stava lì con una pratica “fantoccio” aperta davanti agli occhi. Stava pensando a quello che poteva fare sua figlia a scuola: la pensò tutta impegnata in un faticoso dettato, con le mani sporche di penna biro, la testina china sul quaderno e un pezzetto di lingua fuori. Si sentì un po' intenerito e si buttò all'indietro sbadigliando. Aprì le braccia e si stirò languidamente, finì lo sbadiglio con un mugolio e lo accompagnò con un battito delle braccia, quasi come fossero le ali di un gabbiano, e con sua grande meraviglia si sentì sollevare dalla sedia. Rimase immobile senza crederci. Poi ci riprovò, ed ecco che sentì come una forza misteriosa che lo faceva quasi galleggiare sopra la scrivania. Gli cominciò a battere il cuore, si toccò il polso, ma non era spaventato, solo molto, tremendamente stupefatto. Nella stanza non c'erano i suoi due colleghi di lavoro: erano alla toilette a leggere la pagina sportiva, e lui era di guardia. Sporse la testa in corridoio: nessuno. Rientrò, si mise al centro della stanza, e questa volta agitò con forza le braccia. Si sollevò leggermente a un metro da terra, rimanendo immobile, poi si accorse che con una piccola sforbiciata delle gambe poteva virare lentamente. Diede un colpetto più deciso con le mani e fece, aiutandosi anche con le gambe, un giro intorno al lampadario. Diminuì il battito delle braccia e andò a sedersi dolcemente sulla scrivania di Fracchia. Respirava a fatica. Rientrarono i suoi compagni di stanza.
La campana delle 12,30 suonò prima del solito e Fantozzi nella pausa di colazione andò a casa. Sua moglie era dalla suocera con la bambina. Volò dalla cucina al bagno, dal bagno alla stanza da pranzo per quasi un'ora, alla fine si diresse velocemente verso la stanza da letto, si fermò di colpo e si lasciò cadere a corpo morto sul letto.
Decise di andare in ufficio volando di tetto in tetto a piccoli balzi. Entrò dalla finestra della stanza del quinto piano. Quando Fracchia e Filini, alle 14,30, entrarono gli chiesero: “Già qui, ma a che ora ha timbrato?”. Si era dimenticato di timbrare il cartellino e corse giù al quarto piano e marcò “rosso”.
Cominciò allora per Fantozzi una nuova vita. Andava in ufficio regolarmente con la sua utilitaria, timbrava e aspettava. Aspettava le ore morte del mattino, verso le 11. I colleghi erano di “riposo” e lui solo nella stanza: apriva la finestra e spiccava il volo.
Per la prima settimana faceva dei piccoli svolazzi sui tetti. Una volta arrivò addirittura alla campana della cattedrale e si stupì molto nel vedere tutti quei nidi di rondine nella cella campanaria.
Poi prese coraggio e cominciò ad avventurarsi sul mare, illuminato dal sole, a volo radente. Una volta si riposò sull'albero di un grande transatlantico in rotta per chissà dove: l'Australia, l'Atlantide forse.
Ritornava nella sua stanza verso mezzogiorno. Aveva scoperto un passaggio dai tetti, un vecchio archivio, dove nessuno lo avrebbe potuto vedere. Alle 12,30 timbrava e tornava a casa in macchina.
Nel pomeriggio volava sempre in collina e la cosa che lo esaltava di più era buttarsi giù in picchiata e sfiorare le piante di menta di cui sentiva il profumo. Una sera, tornando in ufficio quando il sole era tramontato, si sentì molto felice.
Una volta fece tardi e rientrò direttamente dalla finestra della sua stanza. Fracchia rimase a bocca aperta. “Ero sul cornicione a... prendere un po' di sole” tentò Fantozzi. “Ma quale cornicione?” domandò Fracchia, che ben sapeva che non c'era alcun cornicione. “Ma lei sa volare!” incalzò Fracchia, e lui dovette confessare.
La notizia rimase circoscritta al suo ufficio, e i colleghi cominciarono a usarlo per piccoli servizi. Qualcuno lo mandava a fare il bollo della macchina, chi a imbucare una raccomandata. Poi cominciarono a usarlo per commissioni esterne della ditta. Era diventato per il suo capufficio un uomo prezioso. La cosa durò un po' di tempo, poi un giorno Fracchia gli chiese: “Ma lei perché non chiede l'indennità di volo? Ne ha diritto, sa?”. Lui allora fece domanda scritta su apposito modulo al capo del personale. Questi rimase stupito, e non osando assumersi alcuna responsabilità domandò consiglio al direttore centrale che si consigliò col Megapresidente.
Il Megapresidente volle subito sapere il nome di questo impiegato che sapeva volare e pensando già dì farne il suo segretario lo volle mettere alla prova.
La “prova” gliela fissarono un venerdì mattino pieno di sole. Gli avevano preparato davanti ai parcheggi delle macchine una piccola pedana di legno di due metri, da dove si doveva buttare. Lui era già pronto alle 8,30 con l'abito blu e una cravatta nuova verde a pallini bianchi.
Alle 11 arrivarono tutti i dirigenti con il Megapresidente e presero posto su delle sedie affittate in una chiesa vicina.
Fantozzi aveva le mani sudate e il cuore gli batteva molto forte. Il Megapresidente fece un gesto imperioso con la mano. Lui attese un attimo e poi si buttò.
Si ruppe la tibia destra. Lo portarono all'ospedale. Il capo del personale lo andò a trovare e gli disse che il presidente era molto seccato per quella farsa, ma che comunque, visto che aveva una figlia, non lo avrebbe licenziato.
Tornò in ufficio appoggiandosi a un bastone e chiese di parlare con il suo direttore. Lo pregò di domandare a Fracchia, a Filini e a tutti i colleghi che lo avevano visto volare e si erano anche serviti di lui se lo consideravano un ciarlatano e lo pregò dì assicurare al Megapresidente che non si trattava di una montatura. Ma con suo grande stupore seppe che tutti, interrogati in merito, avevano già giurato di non averlo mai visto in volo, anzi seppe che qualcuno aveva fatto anche dei commenti negativi sulla sua poca serietà professionale.
Fracchia lo consigliò di farsi vedere da uno psichiatra. Il medico gli spiegò che il fatto era dovuto a superlavoro e gli prescrisse delle pillole. Passò un po' di tempo, e lui stesso cominciò a pensare che tutto fosse frutto della sua immaginazione.
Una mattina, verso le 11, quando tutti erano a “leggere”, si mise al centro della stanza, agitò le braccia e si sollevò, anche se aveva la gamba ingessata.
Tornò al suo posto sorridendo e non disse mai più nulla a nessuno.
""






69



"Per decidere se comprare un libro, aprilo a pagina 69"

[Marshall McLuhan]


Nasce da questo assunto il sito pagina69.com: contenuti proposti in forma di blog, ogni thread riporta fedelmente [così dicono] la 69esima pagina di un libro.


Chissà che non sia d'ispirazione.


Dialetto trentino - U





ùa = uva
ùa spinela = ribes
ùcia = ago
usèlsorz = pipistrello [anche osèlsorz]
us = uscio
undese = undici
usà = abituato



Sicko

[locandina tratta da Mymovies.it]



Nello stile di Michael Moore, un documentario di denuncia sul sistema sanitario privato statunitense. Concordo con la recensione di mymovies: un po' troppo sbilanciato e parziale [basti vedere come presenta non solo i sistemi canadese, inglese, francese e cubano ma anche i rispettivi tenori di vita].


Il problema comunque sussiste: affidare all'imprenditoria privata [quindi all'obbligo di generare un profitto] un settore delicato come la sanità crea inevitabili squilibri.


Personalmente l'ho trovato un po' una palla.



PS: quest'opera conferma ulteriormente che gli statunitensi son dei gran tripponi

Io riciclo

Riciclare: un dovere.




Divido il post in due parti e non vorrei essere frainteso: sapete come abbia a cuore l'ambiente.




1 - Scrivo or ora dall'ufficio [ehm!] sull'onda della scoperta del momento: ho appena ricaricato la stampante con una risma di riciclata e non mi ero mai accorto della scritta sulla confezione: 500 fogli [una risma insomma] equivalgono a salvare un ramo di circa 7 kg.

Grandioso, anche se pensavo di salvare di più.



2 - nel Perginese abbiamo AMNU. La loro politica nei confronti della plastica è di lasciar conferire nelle campane bottiglie e flaconi: qualsiasi altro tipo [sacchetti, gomma, polistirolo, cellophane etc] va portato al Centro di raccolta [uno, a Pergine, per un'utenza di 18000 persone tra cui anziani, gente dei masi etc].
Qualcuno ha fatto il furbo gettando negli appositi cassonetti dislocati sul territorio anche plastica non ortodossa per cui AMNU si vede costretta a togliere le campane [notizia data dai giornali un paio di settimane fa].
Quindi tutta la plastica andrà portata al CRM. L'alternativa è di buttare la plastica nel cassonetto cilindrico [al costo di circa un euro ogni 15 litri]

Ok, va bene.

Dico solo [sbagliando, perchè non bisognerebbe guardare gli altri ma solo sè stessi] che le municipalizzate confinanti hanno regole meno rigide per il conferimento delle materie plastiche nei cassonetti: perdonatemi, ma non capisco bene questa differenza di politiche.
Quindi la tentazione di fare il pendolare col mio bel sacchettone di imballaggi ogni tanto mi assale.





Dialetto trentino - V




vergòt = qualcosa
voia = voglia
volt = avvolto
vaneza = fazzoletto di terra coltivabile [praticamente n'ortesel]
vendro = venerdì
vignal = vigneto
voit = vuoto
voidi = vuoti
vanzarot = cibo scaldato dal pasto precedente [o almeno, io lo uso in questo senso...]
vinèla = uomo a cui piace esageratamente l'alcol
vedel = vitello


Dialetto trentino - Z

mappa dei dialetti in Italia[mappa dei dialetti tratta da http://www.smpe.it/folklore/mappa.asp]


Un'idea che stavo portando avanti - e che avevo lasciato a metà - è quella di un piccolo elenco dei termini dialettali trentini che ricordo e conosco.


Su questo blog riprendo pienamente il discorso: ma stavolta parto dal fondo :)





Z

zà = già
zalt = giallo
zalda = gialla
zaldo = mais
zanco = mancino
zegar = provocare, stuzzicare
zendro = cenere
zengie = cengie
zeson = cespuglio
zigar = gridare, urlare
zic = grido, urlo
zigalon = uno che parla ad alta voce, che si fa notare, maleducato
zinzolarse = dondolarsi
zirèle = caramelle
zirezar = ciliegio
zo = giù
zoca = ceppo
zòc = gioco
zorlo = maggiolino
zoven = giovane
zigola = cipolla
zinghen = zingaro
zuc = zucca ma anche persona poco perspicace
zuchet = zucchina
zatada = zampata
zate = zampe
zonta = aggiunta
zinever = ginepro



Una settimana di nuvole

Correggetemi se sbaglio: da che me lo ricordo, l'inizio autunno [fine settembre/ottobre] è sempre stato il periodo più propizio per andare in montagna.....



.....colori stupendi, ancora niente neve, diminuzione dei turisti, arietta frizzantina al mattino ma calda col graduale alzarsi del sole e soprattutto giornate terse e stabili...



vabbè che non ci son più le mezze stagioni ecc. ecc, ma qua mi si scombussolano i piani escursionistici!


[senza contare, nei mesi scorsi, la sfilza di week-end con previsioni meteo che gridavano alla catastrofe ... castrando ogni tentativo di pianificare qualche gita un po' "strutturata"]



Anello giallo con punte?

Una domanda che devo farvi da qualche tempo: qualcuno di voi sa dirmi a cosa serve l'anello giallo di plastica infilato nel naso di alcune mucche [sia da noi che in realtà di altre Regioni]?


Spero che sappiate rispondermi [Marzia conto su di te!]


WoW! E se facessero un sito così anche da noi?

In Sudtirol/AltoAdige fanno le cose davvero per bene.

Vi interessa far qualche camminata in una specifica zona? Nessun problema, qua ci son tutti i sentieri accatastati con i dati GPS oltre a diverse proposte "già pronte".



Dietro quest'innovazione c'è l'APT [o come si chiama su da loro]: scommetto che ha un budget ben minore della cugina trentina, ma quando hai le idee hai tutto.





[immagino anche che abbian dovuto superare svariate resistenze per pubblicare tutta sta mole di dati]



Robert Musil - Ein soldat erzahlt [La guerra parallela]

[foto fhuell/Flickr]



"Era ottobre; le colline si stendevano ai nostri piedi come grandi corone appassite; le trincee affondavano nel fogliame; eroicamente bruna, la Valsugana si apriva davanti a noi, creata da Dio come uno squillo di tromba"


Robert Musil - Ein soldat erzahlt [La guerra parallela]